venerdì, 05 gennaio 2007

LE GENUINE RICETTE DI NONNA BUELIA

Non poteva mancare nella nostra rivista una sezione dedicata a chi ama spignattare, spadellare e stegamare; perciò ci siamo rivolti con umiltà e profonda ammirazione alla centoquattordicenne Nonna Buèlia, già vincitrice dell'ambito premio "Kukkiaio d'oro della Repubblica di Weimar" (1917). Noncuranti dei pettegolezzi d'annata (si narra che fosse l'amante di Giuseppe Verdi, mentre era semplicemente sua cugina maggiore) ammiriamo in questa donna l'uso di ingredienti sempre genuini e di chiara derivazione umile e contadina, ciò che fa grande la tradizione culinaria italiana.
Evviva l'Italia e quell'ammasso di rughe di Nonna Buèlia!



Pizza dell'Untore

ingredienti per la pasta:
-Farina tipo "R", kg 16
-1 Rosso d'Uovo di Dodo (Nonna Buèlia non sa che è estinto,
ciò le darebbe un grande dispiacere; usate pure un uovo di Archeopterix)
-Ginger o Gassosa, qualunque marca, l 7
-Lievito del ceppo Saccaromyces Putrefacens, una buona badilata
-Cerotti e bende usati, q.b.
-Sale, un pizzico

ingredienti per la farcitura:
-Strutto di cinghiale l 140
-capperi, a piacere
-olive, a piacere
-ramarro.

ambientazione ideale:
-Corte in terra battuta di antica casa colonica

Esecuzione:
-In una betoniera usata poco, lasciate i cerotti, le bende e il rosso d'uovo di Dodo (o Archeopterix) a bagno nel Ginger tiepido per 24 ore. Questa operazione è indispensabile per la buona riuscita della pasta che è il vero segreto della ricetta. Infatti crea un substrato lichenico fondamentale per la lievitazione.

-Passato il tempo dell'ammollo levate, dopo avarli ben strizzati, i cerotti e le bende, azionate la betoniera sul programma "amalgama delicato" e poco per volta inserite la farina aiutandovi con una pala. La pasta così ottenuta, è ottima anche per le piccole riparazioni domestiche: incolla la suola della scarpa che si stacca, ripara perfettamente i fori nel cartongesso, sigilla egregiamente i box doccia.

-Ma bando alle ciance, aggiungete a questo punto il sale e il lievito stemperato in un po' di acqua calda (fate attenzione che la pelle non entri in contatto con questo lievito: E' PERICOLOSISSIMO!) e fatelo incorporare all' impasto.
Versate la colata al centro della corte in terra battuta, e se tenta di ribellarsi domatela a colpi di badile. Quando non si muoverà più copritela con una tovaglia bagnata, picchettata ai quattro angoli.

-Passati 6-7 giorni di lievitazione la pasta dovrà avere le dimensioni di una mongolfiera (infatti il gas formatosi tenderà a sollevare la pasta verso l'alto), a questo punto abbattetela a colpi di colubrina o di balestra e chiamate tutta la famiglia che vi aiuterà a stenderla con i piedi (nudi).

-Al ritmo di "Quant'è bellu lu primu amuri, lu secundu è più bellu ancori" date alla pasta la forma desiderata (grossa ciambella, water, transatlantico, MIR) e infornatela in un forno (meglio se a legna) già caldo a circa 780°C.

-Intanto preparate la farcitura lavorando con un frantoio delicatamente gli ingredienti (se non piace il ramarro consigliamo di toglierlo), dopo 3 minuti di forno accertarsi del grado di cottura della pasta: se punzecchiandola con un bastoncino dice: "AHIA!", è ancora presto per leverla dal forno.

-La crema ottenuta nel frantoio verrà spalmata sugli otto lati della pasta e quest'ultima verrà ripiegata su sè stessa 6 volte, come per formare un grosso panino con la farcitura all'interno. Se l'operazione non riesce la prima volta utilizzare il manuale "Soluzioni del cubo di Rubik" p. 135-138, fig. 4-9 e seg.


La ricetta è bastevole per 2-90 persone.
Nonna Buèlia declina ogni responsabilità per l'esecuzione e l'uso a scopo alimentare della ricetta, benchè di facile esecuzione e deliziosa.
postato da: FasterBoy alle ore 10:26 | link | commenti
categorie: mangiare fa bene

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