Per questa puntata della rubrica "La Cucina del Mondo" ci siamo recati nel prestigioso ristorante indiano "Fachir Kuntent" a Tappalàno Terme (UB).
Appena si entra si viene accolti da una atmosfera mistica e sensuale; facendosi largo tra il nebbione inebriante esalato dagli incensi si raggiunge il banco della reception da dove un nano vi accompagnerà al tavolo con un tappeto volante.
Solo la pallida luce delle candele illumina il comodo giaciglio dove avrà luogo la cena; i tavoli bassi e i morbidi cuscini foderati di lunghi chiodi arrugginiti rendono più stimolante e realistica l'ambientazione, dando la sensazione di trovarsi a Nuova Dehli o a Calcutta.
Per rafforzare questa stimolazione sensoriale aleggia nell'aria l'afrore di venti mucche sacre che pascolano libere nei piatti dei commensali; con un piccolo extra è anche possibile mungerle.
Prima della cena, Narakja, una meravigliosa ballerina del Rajastan, vestita di soli tovaglioli in numero pari ai commensali, esegue con sensuali movenze la classica danza dei Sette Veli, mettendo un tovagliolo a ciascun ospite fino a scoprirsi completamente. Ambitissimo l'ultimo tovagliolo che viene tradizionalmente messo all'ospite più importante (in questo caso quello che paga di più).
E si inizia con la cena vera e propria: il menù in sanscrito non aiuta gli avventori del ristorante, ma basta conoscere il Bharat, il Panjabi o qualche dialetto del Nord per farsi aiutare nella scelta dal cameriere.
Si può passare da un antipasto di "Denti di Kali", durissimi bocconcini di farina fossile, ad un tipico primo piatto a base di aglio, cipolla e aglio, il "Fiath Peshant", oppure gustare la variante vegetariana degli "Ossibuchi alla Calcutta" dove la carne viene sostituita da appetitosi tranci di Palma Nana Bengalese cruda. Chi ama i cibi piccanti può provare (previa presentazione di certificato medico) la salsa "Fuoco di Bangalore" a base di gamberi di fiume macerati e lava fusa.
Le bevande sono le più tradizionali di tutto il subcontinente indiano: la famosissima e saluberrima "Acqua del Brahmaputra", di colore ed odore sospetti ma saporitissima, oppure la "Lacrima di Vihsnu" (acqua piovana shakerata).
L'uso di spezie particolari e segretissime aiutano a compiere un viaggio mistico che permetterà di vedere il proprio "io" al di fuori di "sè stesso" e seduto al proprio fianco; per tale ragione talvolta succede che il conto si raddoppi perchè anche l'"io" che è uscito viene servito e per di più mangia come un porco.
E' vivamente sconsigliato reclamare, in quanto il gestore Kahbir Nahasapendra Homenai Cuccurullo è campione internazionale di Kamasutra Tantrico e se non pagate vi inchiappetterà finchè non sarà stanco e poi farà continuare tutte le sue sette reincarnazioni seguenti.
Il "Fachir Kuntent" merita per la raffinatezza del locale e la squisitezza delle pietanze il punteggio di CINQUE STELLE COMETE.
Il vostro inviato
Saja Chebon